Immersa nella serena campagna appena fuori dall’abitato di Lodi Vecchio, la Basilica dei XII Apostoli, più nota come Basilica di San Bassiano, si erge con la sua splendida facciata laterizia. Questo imponente prospetto è il risultato di una significativa ristrutturazione condotta nel terzo decennio del XIV secolo. Tuttavia, osservando attentamente il paramento esterno, è ancora possibile scorgere tracce dell’originaria tessitura romanica. Queste vestigia si manifestano nei laterizi di diverse dimensioni e di un colore rosso saturo con finitura grezza, nella malta di giuntura quasi bianca e negli inserti in opus spicatum. Nella prima campata sud, questi elementi si accompagnano a una monofora gradonata con modanatura torica e all’originario sottogronda a dente di sega e archetti su peducci. La quarta campata sud presenta invece un’apertura a oculo e degli archetti resta solo l’impronta. Altri corsi in opus spicatum si conservano nello spiovente absidale sud e nello zoccolo della prima campata nord.
L’abside centrale, interamente romanica nonostante una tessitura più regolare e mattoni di maggior formato, presenta quattro fornici alla base della semicalotta in ognuna delle tre specchiature. Queste aperture, monofore a profilo doppio o triplo con modanatura torica, si distinguono dalle basse nicchie milanesi o dai beccatelli cremonesi. Un frammento di epigrafe romana è incastonato tra il secondo e il terzo fornice da sinistra. Si presume che l’attuale fregio gotico ad archetti intrecciati abbia sostituito un giro di archetti pensili a raccordo delle lesene.
L’interno della basilica conserva l’articolazione romanica, sebbene le sue fondazioni e dimensioni si siano rivelate inadeguate a sostenere le spinte laterali delle successive volte gotiche, responsabili delle pendenze dei pilastri e dei muri perimetrali, nonostante i ripetuti interventi di contraffortatura. Due file di quattro pilastri laterizi a sezione quadrilobata, poggianti su possenti plinti lapidei quadrati, sorreggono le arcate a pieno centro dei setti longitudinali e dei diaframmi trasversali, ora inglobati nelle volte ma originariamente funzionali a scandire le quattro campate (come nel duomo di Cremona) e a sostenere un soffitto ligneo. Fatta eccezione per l’imbotte absidale, l’edificio romanico sembra aver previsto un’unica volta a crociera con rilevanti costoloni a sezione rettangolare nell’ultima campata sud, su cui grava la torre campanaria.
La basilica affonda le sue radici nel IV secolo: la Basilica Apostolorum fu consacrata il 1° gennaio 378 da San Bassiano, primo vescovo e patrono della Diocesi di Lodi. All’epoca, sorgeva alla periferia della città romana di Laus Pompeia, oltre il ponte sul Sillaro, all’incrocio delle strade per Piacenza e Cremona. Alla solenne consacrazione parteciparono anche Sant’Ambrogio, vescovo di Milano, e San Felice, vescovo di Como. Dopo la morte di San Bassiano, sepolto nella basilica, essa divenne nota con il suo nome. Miracolosamente, l’edificio rimase intatto durante le due distruzioni di Lodi antica ad opera dei Milanesi nel 1111 e nel 1158. In seguito alla fondazione della nuova Lodi, le spoglie di San Bassiano furono traslate nella cattedrale. Nel XIV secolo, su impulso delle autorità ecclesiastiche e civili della vicina Lodi, la basilica fu ricostruita in stile gotico lombardo. Dopo un periodo di lento degrado, la chiesa fu restaurata alla fine del XIX secolo e a metà del XX, venendo riconosciuta come monumento nazionale italiano l’11 giugno 1875.
La facciata attuale, in cotto, è divisa in tre parti da due imponenti semicolonne. Lo spazio centrale ripropone la stessa tripartizione con due esili cordonature che inquadrano il portale, il rosone (ricostruito tra il 1902 e il 1908), una monofora strombata e l’edicola con la statua di San Bassiano, copia dell’originale conservato nel duomo di Lodi. Le navate interne, tre di numero, presentano differenti altezze: quattro campate le laterali e cinque la centrale, tutte coperte da volte a crociera. Le pareti e le volte centrali sono decorate con affreschi attribuiti al “Maestro di San Bassiano“, realizzati a partire dalla fine del secondo decennio del Trecento. Tra i soggetti spicca nell’abside la figura del Cristo Pantocratore, circondato dai simboli degli Evangelisti e da San Bassiano, la Madonna, San Giovanni Battista e San Cristoforo. Una curiosità: in una delle navate minori si conserva un bassorilievo del 1323 e nella prima campata settentrionale un’iscrizione attesta la data di costruzione delle volte.
- 378: Consacrazione della Basilica Apostolorum da parte di San Bassiano.
- Intorno al 380: Fondazione della chiesa dei Santi Apostoli da parte del vescovo Bassiano.
- Entro il 413: La chiesa assume l’intitolazione a San Bassiano dopo la sua morte.
- XI-XII secolo: Riferimento alle forme attuali della basilica, con impianto a tre navate e presbiterio triabsidato.
- 1111 e 1158: La Basilica rimane intatta durante le distruzioni di Lodi antica.
- 1163: Traslazione delle reliquie di San Bassiano dalla basilica al duomo di Lodi Nuova.
- Dal 1320: Sostanziali interventi di rifacimento in stile gotico, quando la chiesa fu affidata ai frati ospitalieri.
- 1320 – 1323: Periodo di costruzione del rifacimento gotico.
- Fine del secondo decennio del XIV secolo: Inizio della campagna decorativa interna ad affresco.
- 1323: Realizzazione delle volte, come attestato da un’iscrizione.
- Anni Venti del XIV secolo: Decorazione ad affresco delle pareti e delle volte attribuita al Maestro di San Bassiano.
- 1825-30: Restauri per consolidare la statica dell’edificio ed eliminare sovrastrutture.
- 1829 e 1958: Sondaggi nel sottosuolo non restituiscono preesistenze della chiesa del IV secolo.
- 1875 (11 giugno): Riconoscimento della Basilica quale monumento nazionale italiano.
- 1902-1908: Restauro radicale della facciata.
- 1903-04 e 1923-24: Ulteriori restauri.
- 1929: La Basilica passa definitivamente alla parrocchia di Lodi Vecchio.
- 1958 / 1960 e 1963-68: Nuovi interventi di restauro per consolidare la struttura e recuperare il decoro pittorico.
- 1988: Costruzione dell’organo a canne ad opera della ditta Tamburini.
- 2021: Restauro degli affreschi dell’abside
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